E' probabilmente per questo motivo che la negazione o la banalizzazione della pandemia COVID 19 e, al pari, l'irresponsabilità di molti dinanzi alle comuni norme per prevenire il contagio, sono per me come il sale gettato sulle ferite ancora sanguinanti dell'esperienza vissuta.
Le persone vivono questo periodo non con l'atteggiamento di chi ha dimenticato l'accaduto quanto come se le vicende dei mesi della chiusura non fossero mai avvenute.
E' ormai una dinamica consolidata quella dell'usa e getta anche nei confronti di eventi epocali che sconvolgono non solo la vita dei singoli ma anche quella del mondo intero. Pare che qualsiasi cosa accada abbia una sorta di scadenza psicologica oltre la quale non si è più disposti a consumare e metabolizzare tali avvenimenti, soprattutto se si è nell'imminenza di particolari periodi dell'anno quali l'estate.
Se durante il lockdown la caccia era ai presunti untori (io ne so qualcosa, anche se come untore sono un fallimento, non essendo riuscito a contagiare alcuno fuori dalla mia famiglia), ora gli strali sono nei confronti di coloro definiti disfattisti e pessimisti solo per il fatto di richiamare ad atteggiamenti prudenti e responsabili, e questo perché, soprattutto in Italia, a nessuno è consentito mettere in discussione la messa in onda di determinate liturgie laiche quali le gite fuori porta, le canoniche vacanze estive(meglio se all'estero), la cosiddetta movida, etc.
E' ormai una dinamica consolidata quella dell'usa e getta anche nei confronti di eventi epocali che sconvolgono non solo la vita dei singoli ma anche quella del mondo intero. Pare che qualsiasi cosa accada abbia una sorta di scadenza psicologica oltre la quale non si è più disposti a consumare e metabolizzare tali avvenimenti, soprattutto se si è nell'imminenza di particolari periodi dell'anno quali l'estate.
Se durante il lockdown la caccia era ai presunti untori (io ne so qualcosa, anche se come untore sono un fallimento, non essendo riuscito a contagiare alcuno fuori dalla mia famiglia), ora gli strali sono nei confronti di coloro definiti disfattisti e pessimisti solo per il fatto di richiamare ad atteggiamenti prudenti e responsabili, e questo perché, soprattutto in Italia, a nessuno è consentito mettere in discussione la messa in onda di determinate liturgie laiche quali le gite fuori porta, le canoniche vacanze estive(meglio se all'estero), la cosiddetta movida, etc.
Personalmente vivo con disincanto le vicende delle ultime settimane. Il motivo è perfino banale nella sua evidenza: solo chi ha vissuto il corona virus può rendersi conto di quale sia effettivamente il suo significato e quali possano esserne i postumi fisici ma, ancor di più, mentali e relazionali. Gli ultimi casi rilevati nella mia città non hanno inciso più di tanto nei comportamenti collettivi. L'esperienza del recente passato dell'ingiusto linciaggio mediatico nei miei confronti, non è servito ad evitare alle persone colpite di essere a loro volta vittime seppur, fortunatamente, con toni molto più attenuati di quelli rivolti a me. Ho personalmente ed immediatamente manifestato loro la mia sincera ed incondizionata solidarietà e disponibilità, prima di tutto a coloro che so non furono teneri nei miei confronti. E' questo l'atteggiamento normale e giusto di chi ha già sperimentato una simile situazione.
Ma tant'è, la dinamica del capro espiatorio è la più facile da azionare; serve a rassicurare la propria persona del fatto che alcune vicende capitano in virtù di negligenza e superficialità di chi ne è vittima. Poche volte, invece, come nel caso del COVID 19, è lecito affermare che chiunque può rimanerne coinvolto, incolpevolmente e, talvolta, senza neppure rendersene conto ed esserne al corrente.
Quello che però fa più male è il tentativo di negare o banalizzare la pericolosità del virus.
Come previsto da quella che io definisco "scienza silente", in contrapposizione alla "scienza da palcoscenico", la maggioranza dei contagi colpisce fasce di età sempre più basse; il caldo non ha ucciso il il virus (basta guardare quel che accade in Texas e California dove si registrano di media 37 °C) così come non esiste ancora una efficace terapia specifica.
Sono certo che nel medio periodo, oltre ad un vaccino(di dubbia efficacia a causa delle continue mutazioni del virus) avremo una terapia ad hoc. Il dubbio mi resta invece sugli atteggiamenti e sul modo di pensare delle persone, spesso cervellotico, nevrotico e basato esclusivamente sull'onda emozionale.
In tutto questo poi, ascoltiamo e leggiamo virologi, infettivologi, epidemiologi, immunologi, complottisti, negazionisti, funamboli del pensiero, saltimbanchi delle parole etc., affermare tutto ed il suo contrario, in una sorta di derby tra chi ha nelle mani la verità assoluta.
Rarissima è invece la testimonianza di coloro che hanno sperimentato il contagio e le sue conseguenze; almeno per adesso: probabilmente saranno chiamati in causa quando le vacanze saranno finite e, Dio non voglia, potremmo essere chiamati nuovamente a chiuderci in casa, volontariamente o per imposizione.
Rarissima è invece la testimonianza di coloro che hanno sperimentato il contagio e le sue conseguenze; almeno per adesso: probabilmente saranno chiamati in causa quando le vacanze saranno finite e, Dio non voglia, potremmo essere chiamati nuovamente a chiuderci in casa, volontariamente o per imposizione.
Nessun commento:
Posta un commento