Caro
don Bruno. Mi è capitato di scoprire questa canzone in una serata
televisiva. Il cantante non è (era) tra quelli che mi appassionano e
tuttavia l'introduzione col pianoforte catturò la mia attenzione,
forse per il ricordo del mio saggio di musica a 4 mani, all'età di 3
anni, con il compianto maestro Visco; conservo ancora un ormai
sbiadito articolo di giornale.
Ma è il testo che mi ha stupito
per la dolcezza e la sensibilità di trattare un tema spesso
complicato da affrontare anche per noi cristiani. E ho ricevuto
l'ennesima lezione che ha confermato la mia profonda evoluzione
interiore. Ormai da tempo osservo con interesse e senza pregiudizi
tutto ciò che avviene intorno a me anche perché chi sceglie la
sequela di Cristo non può limitarsi ad una sola dimensione della
propria persona, quasi fosse possibile scindere e gestire a
compartimenti stagni corpo, mente (intesa come razionalità),
spirito, morale, psiche etc.
Saldi nella nostra identità
fondata sulla Verità e sull'esperienza dell'incontro con Gesù, non
possiamo fare a meno di aprirci con rispetto ed accoglienza
all'altro, soprattutto verso coloro che, apparentemente, possono
sembrare molto distanti da noi.
Mi è sempre più evidente che
ogni persona non è altro che alla ricerca di bisogni ancestrali che
si possono riassumere in un concetto, una esperienza, una parola:
AMORE da dare e ricevere.
Quello che mi ha colpito nel testo di
J AX è stata la narrazione dell'evoluzione della persona nel corso
del tempo avendo la capacità di rinunciare ai propri convincimenti e
di aprirsi anche alla novità della Fede; perché ho avuto
l'impressione che questo testo ne sia intriso, magari in una forma
molto personale ed in divenire. Di certo l'autore non si oppone alla
sua realizzazione.
Un altro aspetto della mia riflessione
riguarda una delle realtà più importanti e meno riconosciute del
nostro essere concretamente cristiani: l'attesa. Pensandoci bene è
proprio il tempo impiegato alla preparazione di un qualsiasi evento
che rende senso e spessore all'evento stesso e se ci soffermassimo ad
osservare il creato ci renderemmo conto che ogni accadimento, da una
gravidanza, all'alternanza delle stagioni, acquistano spessore e
senso proprio per come ci si prepara. Ed in questo senso è una
immensa responsabilità per il cristiano esercitare la pazienza,
attendere e rispettare i tempi di ogni persona restando presenti con
discrezione con una testimonianza verace nella quotidianità e nella
ferialità delle relazioni.
Dunque non possiamo vivere con
disattenzione o superficialità la nostra Fede perché ognuno di noi
potrebbe trovarsi al crocevia della vita di ogni persona che
incontriamo e quindi dobbiamo sempre essere pronti a rendere ragione
della Speranza che ci guida.
domenica 17 gennaio 2021
TUTTO SUA MADRE (J AX)
Iscriviti a:
Commenti sul post (Atom)
TUTTO SUA MADRE (J AX)
Caro don Bruno. Mi è capitato di scoprire questa canzone in una serata televisiva. Il cantante non è (era) tra quelli che mi appassionano e ...
Nessun commento:
Posta un commento