L'anima degli oggetti esiste nella misura in cui essi evocano in noi ricordi, affetti, emozioni, esperienze; e non importa se questi sono belli o brutti, ciò che conta è che rendono presenti tempi che non torneranno più.
E così, ora che l'officina mi ha consigliato di non spendere più soldi per riparare la mia auto, cosa peraltro avvenuta molto spesso negli ultimi 18 mesi, mi ha assalito la tristezza di dover prima o poi staccarmi da lei dopo 15 anni di complicità e servizio umile ed efficace.
in poche ore ho rivissuto tanti momenti in cui la mia auto è stata il fulcro della mia quotidianità oppure del tempo condiviso con la mia famiglia, delle corse verso l'ospedale fino alle ultimissime settimane in cui mi ha accompagnato a conoscere incredibili territori e splendide persone che sono diventate i miei fornitori di prodotti agroalimentari di eccezionale qualità.
Ho pensato ai miei nonni, così come alle persone di un tempo, che non gettavano mai nulla; certo, era dovuto alle ristrettezze di un'altra epoca, ma chi di noi non rammenta quello che ci raccontavano i nostri anziani partendo da un oggetto "vecchio" che capitava nelle nostre mani e che per noi era solo qualcosa di inutile ed ingombrante?.
C'era una sorta di rispetto verso queste cose che avevano risolto un problema, alleviato fatiche, magari fatto compagnia vicino al focolare. E chi (almeno della mia generazione) non può raccontare delle mirabolanti capacità attribuite ad un utensile o ad automezzo quasi che, pur essendo prodotti in serie, avessero proprie capacità di distinguersi dagli altri.
Mio nonno Giovanni custodiva con orgoglio e gelosia i suoi attrezzi da contadino, mio nonno Vincenzo, falegname, non avrebbe mai cambiato i suoi arnesi datati con altri più moderni ed efficaci. E che dire del rosario di nonna Rachele che pare avesse straordinarie capacità di comunicazione con la Madonna. Per non parlare delle madie e degli utensili da fornaio di nonna Chicchina, pronta a bacchettarti, non solo metaforicamente, se qualcuno si azzardava ad utilizzarli al posto suo.
Ecco, le "cose" non sono solo cose ma esse ci ricordano chi siamo stati, da dove siamo partiti e ci insegnano l'umiltà del servizio.
Grazie
