Non ricordo come ci siamo arrivati ma, ad un certo punto, la moglie della persona da poco mancata, parlando di mia madre disse:
"Giuseppina l'ho vista sempre sorridente. Me la ricordo quando spingeva le carrozzelle dei tuoi fratelli con la gioia in volto nonostante sapesse che sarebbe stata lei a seppellire i suoi figli. Mai nulla ha scalfito la sua Fede".
"Giuseppina l'ho vista sempre sorridente. Me la ricordo quando spingeva le carrozzelle dei tuoi fratelli con la gioia in volto nonostante sapesse che sarebbe stata lei a seppellire i suoi figli. Mai nulla ha scalfito la sua Fede".
Inizio dunque dall'oggi: mamma è la testimonianza vivente che la Fede e il tempo, pur non sanando certe ferite, insegnano a convivere con le sofferenze che accompagnano la nostra esistenza (Mt 11,28-29).
Di più: è la prova in vita che Il Signore apre strade dove sembra non ce ne siano(Es 14,21-22) e trasfigura il dolore in gioia (Gv 16,20).
Con mamma la vita non è stata tenera: un fratello ventenne morto in un incidente stradale, due figli da crescere sapendo che non sarebbero arrivati all'età adulta, tre interventi di angioplastica alle coronarie, la malattia del marito e tutta una serie di difficoltà quotidiane che ne hanno costellato l'esistenza, condivise con papà, che avrebbero stroncato chiunque.
Eppure lei, fiera e decisa non ha mai perso la speranza addirittura spendendosi per gli altri in tante attività di solidarietà ed in modo particolare per disabili attraverso l'U.N.I.T.A.L.S.I..
Eppure lei, fiera e decisa non ha mai perso la speranza addirittura spendendosi per gli altri in tante attività di solidarietà ed in modo particolare per disabili attraverso l'U.N.I.T.A.L.S.I..
Ho spesso avuto la sensazione che fosse questo il suo modo di sfidare il Padreterno, quello di condividere ed alleviare il dolore altrui. Eh sì, ancora adesso ricevo messaggi da parte di persone, talvolta a me sconosciute, che mi raccontano di come mamma sia stata accanto a loro in momenti terribili e come sia riuscita ad indicare sempre una luce nell'oscurità della disperazione.
Pensandoci bene è proprio vero, raramente ho visto il buio sul volto di mamma e ancor più, così come papà, l'ho sentita inveire o prendersela con Padreterno per la malattia ed il destino segnato per i figli.
Paradossalmente proprio questa Fede incrollabile ed inattaccabile è stata per me un enorme ostacolo all'inizio del mio personale cammino spirituale: la sofferenza del giusto, la morte dell'innocente e, soprattutto, il fatto che i miei genitori non chiedessero conto a Dio per l'accaduto erano per me, in quel momento della mia vita, incomprensibili ed inaccettabili.
Durante la mia vita, con mamma c'è stato un dialogo intenso sugli argomenti più disparati; tuttora è la colonna portante della mia attività. Lei è solare e poco diplomatica tanto che spesso si è trovata in situazioni rocambolesche, per certi versi divertenti, proprio per la sua impulsività. Talvolta è un come la piena improvvisa d'estate in un torrente: si fa fatica a contenerla. Anche con me, mai mezze misure e quando necessario amorevoli maleparole.
Ma è mia madre, insieme a papà mi ha dato la vita, il bene supremo e più prezioso che ognuno di noi ha a disposizione.
Ma è mia madre, insieme a papà mi ha dato la vita, il bene supremo e più prezioso che ognuno di noi ha a disposizione.
Proprio il fatto di essere datrice di vita fa di ogni mamma l'essere più simile al buon Dio, addirittura papa Luciani si espresse dicendo che Dio è padre e madre (apriti cielo per i tradizionalisti e conservatori). In questo senso anche la Scrittura, in alcuni passi, propone similitudini e metafore che rimandano la figura materna a Dio (in modo particolare nei libri profetici: Osea, Geremia, II e III Isaia). Ma la questione concreta sta nella somiglianza dell'Uomo a Dio, non nel senso antropomorfo quanto nella capacità di amare e continuare la sua opera creatrice.
Ecco, se solo ci soffermassimo su questo particolare - il dono della vita- essenziale ma spesso dato per scontato, tanti dissapori e tragedie famigliari non esisterebbero.
Lo dico perché una volta mi capitò di farle pesare il fatto che mi trovassi in una situazione per assecondare una sua scelta. Mi pentii subito, il giorno dopo le chiesi scusa, eppure quell'episodio ancora mi fa stare male. Invece lei mi rincuorò dicendomi di capire il disagio e che comunque ero suo figlio. Ecco, una madre è come una sorta di prestigiatore che trasforma il brutto in bello, l'amarezza in gioia, l'astio in amore. Questa è mia mamma!

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