venerdì 5 giugno 2020

LE ALI DELLA LIBERTA'

Che il caso non esista è una delle mie certezze.

Quando ieri sera ho ricevuto la comunicazione da parte dell'ASL che anche i tamponi di verifica a cui siamo stati sottoposti sono risultati negativi, ho ripensato alla messa in onda di qualche giorno prima, di quello che è il film più significativo della mia vita: Le ali della libertà, splendidamente interpretato da Tim Robbins e Morgan Freeman; trasposizione cinematografica del racconto di Stephen King “Rita Hayworth e la redenzione di Shawshank” e pellicola in cui, tantissimi, potrebbero riconoscere la metafora della propria vita.

Nonostante la durezza del racconto, la filigrana e l'orizzonte restano sempre la speranza e la fiducia di poter realizzare le proprie aspirazioni.

Tante le frasi del film rimaste celebri e scolpite nella mente e nel cuore di chi lo ha visto:

“Ricorda, Red, la speranza è una buona cosa, forse la migliore delle cose, e le cose buone non muoiono mai.”

 

“Alcuni uccelli non sono fatti per la gabbia, questa è la verità, sono nati liberi e liberi devono essere. E quando volano via ti si riempie il cuore di gioia, perché sai che nessuno avrebbe dovuto rinchiuderli.”

 

Andy Dufresne che attraversò un mare di merda, e ne uscì pulito e profumato.”

 

"O fai di tutto per vivere, o fai di tutto per morire. Io ho scelto di vivere. "

 

Ecco, questi due mesi di isolamento forzato a causa del contagio sono stati una vita intera condensata in 86400 minuti in cui, probabilmente, ho sperimentato quasi tutte le emozioni possibili.

Così come il protagonista del film, anch'io sono stato travolto da una “tempesta perfetta”, sono stato messo in gabbia, ho subìto violenza, attraversato un mare di merda, ho perduto affetti.

Nonostante ciò la barra è rimasta a dritta su quello che era l'obiettivo ovvero proteggere la mia famiglia e accompagnarla fuori dal tunnel.

Questo è stato possibile grazie alla Fede, alla presenza dei miei zii e cugini, alla vicinanza degli amici.

E ora sono anch'io sulla “riva del  Oceano Pacifico su una vecchia barca per rimetterla a nuovo”, perché “ho scelto di vivere”.

Ho scelto di vivere perché in questa vicenda ho vissuto la pienezza della famiglia, della Speranza, dell'amicizia, delle relazioni, della fiducia.

Spero di essere degno di mio papà.

Spero di aver aiutato al meglio i miei cari.

Spero di meritare il bene ricevuto.

Spero di aver onorato i miei parenti.

Spero di essere all'altezza delle aspettative dei miei collaboratori.

Spero di avere le competenze per vincere le sfide che mi attendono.

Spero di poter realizzare le mie aspirazioni.

“Spero. . . .!”

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