domenica 2 agosto 2020

HO CERCATO E HO TROVATO

    Erano anni che mi interrogavo sul senso del vivere contemporaneo: ritmi frenetici, nervi tesi, insoddisfazione per come vanno le cose, stanchezza fisica e mentale, penalizzazione delle relazioni, etc.
    Devo dire che che tutto ciò non mi ha mai convinto tuttavia, talvolta, ci si ritrova in un meccanismo che non si è scelto e ci si deve attivare per non restarne stritolato ma, soprattutto, per non dimenticare che abbiamo a disposizione una sola vita.

    Questa vicenda del covid non ha fatto altro altro che confermare la mia convinzione che quel sistema di vita non ha un senso anzi, è finalizzato ad annientare il tempo della riflessione rispetto a ciò che davvero rende l'esistenza degna di essere vissuta.

   Io credo che ognuno, in questo tempo, ha avuto l'opportunità di scoprire o riscoprire quanto sia preziosa la normalità delle piccole cose che può essere una colazione consumata a casa e non al bar, senza l'assillo dell'orologio che scorre; ritrovare foto, appunti oppure oggetti lasciati, chissà quando, da qualche parte col classico pensiero: poi li sistemo; ritrovarsi tra le mani quel libro mai finito di leggere perché destinato nelle nostre mani alla fine di giornate stremanti.

Dinanzi a ciò ho pensato a come vengono distorte alcune realtà, anche di carattere filosofico.
Una di queste è la celebre locuzione di Orazio "Carpe diem". Non solo viene tradotta maldestramente con "cogli l'attimo" anziché "cogli il giorno"; ancor di più ne viene stravolto il significato, in molti casi anche nelle giovani generazioni, che la traducono in un generico invito a godersi la vita perchè questa ti può sfuggire o, peggio, può finire da un momento all'altro. Carpe diem viene addirittura usato a sproposito per giustificare qualsiasi tipo di azione, soprattutto se “alla leggera” oppure quale consiglio a fare ciò che si vuole in un malinteso significato di libertà. Insomma, una sorta di vivere "mordi e fuggi".
Gli effetti di questa interpretazione credo siano sotto gli occhi di tutti.

Come sappiamo il senso vero del Carpe diem di Orazio è ben altro. Egli parte dall'assunto che rapiti dagli impegni del vivere quotidiano si concretizza il rischio di perdere il contatto con il presente per guardare solo al futuro. A ciò si aggiunge la constatazione della caducità dell'essere umano che, non importa se ricco o povero, umile o potente è destinato all'esito finale che, come scriveva Totò nella celebre "A livella", rende tutti uguali.
    Queste riflessioni conducono il poeta a considerare che quello che davvero importa è la semplicità delle realtà autentiche. Proprio perché destinati alla morte, il vero senso della vita sta nel dare un significato ed uno spessore ad ogni istante, ogni giorno, senza attendere il domani. 
    L'eredità che lasciamo dopo di noi è l'oggi realizzato, non l'incertezza del domani; di più, io sono convinto che quando si pensa ad un progetto di vita da realizzare, piuttosto che penna e pennarello è preferibile utilizzare la matita e tenere a portata di mano una gomma.

    Ma per me che ho incontrato Cristo e che ho intrapreso l'impegnativo cammino alla sua sequela, che significato ha il "Carpe diem"? 
    Dal mio punto di vista non si allontana molto dal pensiero di Orazio se non nel contenuto ovvero l'oggi è la perenne occasione di incontrare Cristo, l'oggi è sempre tempo di Grazia, l'oggi è la perpetua occasione di di emulare gli apostoli nel:
".e subito lasciate le reti lo seguirono"(Mc 1,18).
    E' nell'oggi che che si può realizzare l'incontro con il Risorto e proprio attraverso quell'incontro dare senso alla quotidianità intessendo e realizzando relazioni piene di vita e basate sull'amore.

    Questa impostazione sconvolge il ragionamento che conduce allo sfruttamento delle opportunità e degli incontri che la vita ci offre, alla disperata e vana ricerca di una felicità che viene fraintesa con il possesso delle cose o, peggio, delle persone, e nella consumazione delle occasioni.
    A chi lo ha incontrato Gesù offre una prospettiva: «Cercate invece, anzitutto, il regno di Dio e la sua giustizia, e tutte queste cose vi saranno date in aggiunta» (Mt 6,33)

    Oggi io, parafrasando un importante libro di Carlo Carretto, mi sento di poter affermare:
"Ho cercato e ho trovato".




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